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LA CASSETTA DEGLI ATTREZZI DEL TROP RUNNER

 

ecco a grande richiesta una serie di classiche domande sulla indispensabile

"cassetta degli attrezzi" per la corsa:

le scarpe, l'abbigliamento e qualche dritta sugli allenamenti

 

CAPITOLO 1: la scarpa da corsa

 

È vero che le mie scarpe da corsa devono misurare almeno mezzo centimetro in più delle scarpe che indosso abitualmente?

Confermiamo. Durante la corsa il piede tende a scivolare lievemente in avanti all’interno della scarpa; inoltre più si allunga l’allenamento più il piede tende a ingrossarsi: mezzo centimetro in più rappresenta una buona tolleranza per dare sollievo alle vostre unghie altrimenti destinate a diventare nere.

 

Devo necessariamente utilizzare scarpe da running o posso benissimo adattare scarpe che ho acquistato per altri sport (tennis, basket, pallavolo, etc…)?

La scarpa specialistica da corsa è il primissimo prodotto da mettere nella propria "casetta degli attrezzi del podista": i modelli running permettono al nostro piede di accompagnare correttamente la rullata (movimento tallone-avampiede) tipica della corsa e riescono ad ammortizzare gli impatti col terreno. Inoltre, l’ampia offerta tecnologica presente sul mercato fa sì che è ormai facilissimo trovare prodotti che si adeguino perfettamente alle nostre esigenze sia di forma del piede, sia di peso, sia di distanza da coprire.

 

In generale quanto dura una scarpa da running?

Le scarpe che durano di più sono quelle che fanno parte delle categorie super ammortizzate e stabili: considerate una durata dai 700 ai 900 Km, 1000Km al massimo per i modelli più pesanti dai 350 grammi in su.

 

Da cosa dipende la durata di una scarpa da corsa?

Essenzialmente da 3 fattori. Primo: il tipo di scarpa. Una scarpa ultraleggera da 220 gr per sua natura cederà prima di un massimo ammortizzamento da 360 gr. Secondo: dipende dal vostro peso. La stessa scarpa indossata da un under 60Kg o da un over 80Kg avrà una vita differente. Terzo: dalla struttura stessa della scarpa indossata. Non è detto che 2 scarpe dello stesso identico peso durino lo stesso numero di Km. Esistono infatti sistemi ammortizzanti che privilegiano la reattività del prodotto, altri che invece privilegiano l’affidabilità nel tempo.

 

Come faccio ad accorgermi quando la mia scarpa è da cambiare?

Al di là del conteggio dei Km corsi, date ascolto alle sensazioni del vostro corpo: dolorini alle ginocchia, ai talloni e dolori lombari spesso dipendono da una perduta efficienza del sistema ammortizzante. E comunque correre con una scarpa in piena efficienza è talmente piacevole che è impossibile non accorgersi di quando quell’efficienza sta via via andando perduta.

 

 

Che differenza c’è fra una scarpa running da uomo e una da donna?

Anche se quella che balza più all’occhio è spesso la differenza di colorazione, la personalizzazione dell’attrezzo da corsa ha portato col tempo a creare due collezioni ben separate, soprattutto sotto due aspetti. Il primo è il peso: il modello da donna pesa sempre 40-50-60 grammi in meno rispetto al corrispettivo modello da uomo in quanto minore è il peso da sostenere. Il secondo è la forma della scarpa: quella da donna infatti è più stretta di pianta rispetto a quella da uomo per meglio adattarsi al piede femminile solitamente più affusolato. Negli ultimi tempi inoltre stanno nascendo anche sistemi ammortizzanti lievemente differenziati (esperimenti in questo senso sono stati portati avanti da Asics). Detto questo esistono modelli maschili che per caratteristiche e forma possono perfettamente adattarsi anche alle runners e in alcuni casi modelli unisex (spesso nella categorie intermedie e sfile:///Users/ultramirko/Desktop/VERDE%20PISELLOWORK/FOTO%20originali/foto%20prodotti%20in%20negozio/DSC_6755.JPGuperleggere).

 

Un mio amico mi ha detto che se voglio andare più veloce devo usare una scarpa più leggera: è vero?

Se da un lato è vero che usare una scarpa più leggera e reattiva può agevolare migliori prestazioni cronometriche, noi crediamo che il giusto modo per migliorarsi sia quello di allenarsi con costanza. È sicuramente vero invece che indossando una scarpa troppo leggera è più facile andare incontro a sgradevoli infortuni. Le scarpe ultraleggere sono velocissime in quanto sacrificano completamente la protezione in nome della reattività: sono scarpe per i professionisti, scarpe che noi sconsigliamo agli amatori.

 

Oggi sistemando l’armadio ho ritrovato le mie vecchie scarpe da running. Guardando il tallone mi sono accorto che sono molto più consumate all’interno. Cosa vuol dire?

Vuol dire semplicemente che mentre appoggi il piede a terra, il piede stesso tende a cedere all’interno a causa di un eccesso di pronazione: le scarpe indicate in questo caso sono le scarpe "stabili" che all’interno della scarpa hanno inserito particolari sistemi per correggere questo eccesso di pronazione. Per chi usa invece scarpe più leggere, si possono scegliere modelli della categoria "intermedie" non neutre dotate comunque di tecnologia antipronante.

 

Oggi sistemando l’armadio ho ritrovato le mie vecchie scarpe da running. Guardando il tallone mi sono accorto che sono molto più consumate all’esterno. Cosa vuol dire?

È il tipo di appoggio esattamente opposto a quello pronante: tecnicamente chi consuma la scarpa all’esterno tende all’inversione e viene definito supinatore. Le scarpe indicate sono i prodotti neutri mentre assolutamente da evitare per ovvie ragioni sono i modelli dotati di tecnologia antipronante che non farebbero altro che accentuare il consumo esterno determinando forti problemi alle caviglie.

 

Dietro casa mia c’è un bel sentierino in piano ma completamente sterrato: posso usare le mie abituali scarpe o è meglio acquistare un modello da Trail?

Se il sentiero è in piano o comunque è un sentiero ben battuto vanno benissimo anche le scarpe (magari massimo ammortizzamento) già utilizzate sull’asfalto: le scarpe da trail infatti sono indicati per terreni più impervi e più scivolosi e per questo sono dotati di suola, tomaia e inserti rinforzati che in piano sarebbero più che altro d’impaccio.

 

Posso lavare le mie scarpe da running in lavatrice?

Francamente noi lo sconsigliamo! Per dare una lavata alla scarpa un po’ infangata basta una bella spazzolata o una bacinella d’acqua fredda, non altro. Il giorno in cui invece la vostra scarpa da running diventerà una semplice (e ancora comoda) scarpa da passeggio... bé utilizzate pure la lavatrice.

 

Oggi ho corso sotto l’acqua e domani devo fare una gara: posso usare un asciugacapelli per avere le scarpe asciutte per domani?

Anche qui assolutamente no! Un'asciugatura troppo rapida con phon (o anche sotto il termosifone) può essere uno shock letale per l’efficacia del sistema ammortizzante della vostra scarpa.

 

Qual è il modo migliore per allacciare una scarpa da running?

Al di là delle preferenze personali i suggerimenti che noi diamo sono sempre due. Uno: fare un nodo piuttosto lento senza tirare troppo le stringhe. Un nodo troppo stretto rischia di fermare la circolazione e far venire dei fastidiosi formicolii sotto la pianta dei piedi. Due: fare un doppio nodo. Eviterete così di dovervi fermarvi sul più bello, spezzando ritmo e schiena, per riallacciarle.

 

Perché avere nell’armadio 2 paia di scarpe da running differenti può essere un vantaggio?

Molti acquistano 2 paia di scarpe molto diverse fra loro: una da allenamento (soltamente un modello della categoria Cushion da 330-350 grammi) e una molto più leggera da utilizzare solo in gara (magari da 230-250 grammi). Questa è una scelta classica dell’agonista più evoluto.

 

Alterno la classica corsa su asfalto con allenamenti in palestra sul tapis roulant. Devo acquistare un modello specifico per tapis roulant o posso usare la stessa scarpa?

Negli ultimi tempi alcuni marchi running hanno inserito nei loro cataloghi scarpe specifiche per la corsa sul tappeto: sono modelli un pelino più leggeri dei classici con massimo ammortizzamento (in quanto già di per sé il tapis ha un certo potere ammortizzante), più traspiranti e solitamente dal look più accattivante per il “rimorchio” da palestra. Francamente noi continuiamo a pensare che un buon modello da running vada benissimo (come è sempre successo) anche per il tapis roulant.

 

La tomaia della mia scarpa da running quasi nuova mi è si è bucata: devo cambiare la scarpa?

Ormai le tomaie retinate degli ultimi modelli sono talmente aperte e iperleggere che talvolta basta un sasso, un ramo o altro per causare la spiacevole smagliatura. State tranquilli: anche se antiestetico, il buco sopra la tomaia non limita l’efficacia e la capacità ammortizzante della vostra scarpa: peggio ovviamente se il buco fosse sotto la scarpa, nella suola!

 

 

 

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