La missione 100km del Passatore prosegue senza particolari intoppi per i 14 alfieri del VP Group che saranno al via il prossimo 26 maggio.
Siamo arrivati alla quarta settimana della sadica tabella del Presidente Dado è chi più chi meno si sta inventando nuovi orari, nuove strategie, nuovi ritmi, nuove pendenze per soffrire il meno possibile il dì che verrà: km dopo km, uscita dopo uscita, lavatrice dopo lavatrice le mogli, le fidanzate, i figli sopportano e supportano
Domenica 1 aprile un allenamento di gruppo che probabilmente diventerà una pietra miliare nella mente "malata" dei Trop Runner: una sveglia sul "prestino andante" per un lungone da 38km nell'area Parco delle Cave, Montagnetta, Trenno.
Intanto dal sito ufficiale della gara ecco la storia della 100km del Passatore: sapere di non essere da soli ad amare questa roba in fondo fa sentire meno folli...

1973, nasce la 100Km del Passatore
QUEL CAFFE' DA EGIDIO CON ALTEO, CHECCO, RENATO E CARLO....
Quella che con felice intuizione - era il 28 maggio 1978 - Franco Chiavegatti, inviato del "Corriere della Sera", battezzò come "Olimpiade della follia" nel suo reportage sul maggiore quotidiano italiano, nacque in una fredda mattina di gennaio del 1973, con un antefatto datato 1969. In quell'anno, infatti, quel geniale vulcano di idee che era Alteo Dolcini, forlimpopolese di nascita e segretario generale del Comune di Faenza, scomparso il 2 settembre del 1999, e quel formidabile organizzatore che era Francesco Checco Calderoni, faentino doc, assicuratore e presidente della sezione manfreda dell'U.O.E.I., Unione Operaia Escursionisti Italiani, scomparso il 25 marzo 2001, costituirono la Società del Passatore.
Sì, la "100 Chilometri del Passatore Firenze-Romagna (Faenza)", come allora si chiamava, nacque quale idea un po' pazzerella in quella sede, ma fu messa a tacere, forse per "paura di trovare dei pazzi che avrebbero accolto l'invito", piuttosto che per le difficoltà oragnizzative, finchè...
Finchè una mattina di gennaio del '73, una di quelle mattine fredde dove le idee ben conservate vengono fuori all'improvviso, stimolate ad esempio da un espresso caldo e fumante preso nel caffè di Egidio, inaspettatamente tornò fuori l'idea della "prima maximarcia su una distanza di 100 Km".
Furono propiro Dolcini e Calderoni, in compagnia di Renato Cavina, giornalista di "Stadio" e della "Gazzetta dello Sport", uno che di sport e di grandi imprese se ne intende e che oggi è il decano manfredo della categoria, e di Carlo Raggi, giornalista del "Resto del Carlino", a farla uscire di nuovo e a dargli corpo, mentre attraversavano corso Mazzini: "Sì, facciamola - disse il quartetto - creiamo questa faccenda, vedremo come va a finire...". Tale decisione era stata preceduta da una specie di ...meditazione. Quel quartetto si era trovato infatti qualche giorno prima. Dolcini aveva caricato gli altri tre nella sua auto, percorso via delle Vigne, quindi raggiunto la Cà de Bè, a Bertinoro, dove li aspettavano piadina, prosciutto e sangiovese. Lì, a tavola, si buttò il seme.
Pochi anni dopo, quattro per l'esattezza, dunque il '77, venne fuori anche l'idea di lasciare una traccia, una memoria scritta di quella impresa, per cui, come afferma proprio Dolcini nel primo libro della "Cento": "Dovremmo dire, fra 10 o 1.000 anni: 'Permette, noi siamo...' quando ricorderemo a tutti - imprecanti od osannati - che abbiamo offerto loro la possibilità di dire 'IO C'ERO...'."
Già, ed è andata a finire che la 100Km del Passatore è arrivata ad oggi dopo esser stata piu' volte Campionato Europeo Assoluto e a Squadre e Campionato mondiale alla 36° edizione.
(dal sito www.100kmdelpassatore.it)






Maximiliano Mutti
posted on lunedì 2 aprile 2012 11.50.26 CEST